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#1274
avv. Brancati
Ospite

gent.mo sign. Gennaro,
il semplice dato catastale conta in realtà poco, in quanto al catasto vi sono una miriade di errori.
Bisognerebbe invece accertarsi se sia mai stato emesso il decreto di esproprio a conclusione del procedimento e se questo sia stato trascritto alla Conservatoria dei registri immobiliari.
Se tutto ciò è regolare bisognerebbe fare un semplice aggiornamento catastale.
Più probabilmente però il difetto catastale può fare pensare che qualche violazione nel procedimento esprpriativo ci sia stata, ad esempio, cosa allora frequente, per la mancata emissione del decreto di esproprio nei termini di legge.
In questo caso l’esproprio sarebbe da considerare illegittimo e l’occupazione come illegittima. Ciò darebbe sicuramente diritto quanto meno al risarcimento dei danni. senza addentrarci però in tale argomento va da subito evidenziato che gran parte della giurisprudenza sul tema ritiene che dopo i 20 anni dall’occupazione o da quando questa è diventata illegittima, la pubblica amministrazione, come qualunque privato, acquisisca la proprietà per usucapione del bene. Ciò determinerebbe la perdita di ogni diritto.
Va dato atto che esiste una giurisprudenza minoritaria contraria, ma iniziare un contenzioso in tale situazione vuol dire la consapevolezza da parte del proprietario di assummersi un rischio fondato di non vincere il contenzioso.
Per concludere le consiglierei di approfondire la ricerca verificando cosa risulti alla conservatoria dei registri immobiliari e facendo una istanza di accesso agli atti in comune per verificare se sia mai stato emesso il decreto di esproprio.
Ove risultasse tale omissione potrà decidere:
– di aprire una strada di contenzioso con i rishci cui le accennavo
– di chiedere al comune la regolarizzazione della situazione dicendosi disponibile a definire anche gratuitamente la posizione

restando sempre a disposizione
porgiamo
cordiali saluti
avv brancati