Le procedure di espropriazione per pubblica utilita'

 

PROCEDIMENTO ORDINARIO
Il procedimento ordinario di espropriazione per pubblica utilita’

È il procedimento normalmente utilizzato dalle amministrazioni locali e per espropri riguardanti un numero ristretto di proprietari. Consente un discreto grado di partecipazione degli espropriati permettendo così il più delle volte una trattativa tra espropriato ed ente espropriante. L’immissione in possesso del bene oggetto di esproprio da parte dell’ente viene effettuata solo dopo il decreto di esproprio e dopo il pagamento dell’indennità definitiva o il deposito di quella provvisoria…



Apposizione del vincolo espropriativo

Il testo unico espropri considera l’apposizione del vincolo espropriativo come una fase indispensabile per la legittimità della procedura di espropriazione per pubblica utilità. L’apposizione del vincolo può essenzialmente derivare da:

· approvazioni o varianti al prg: i comuni possono prevedere che alcune aree siano destinate ad esproprio per la realizzazione di opere di pubblica utilità. Normalmente l’apposizione del vincolo avviene semplicemente con il classamento di una zona a destinazione pubblica. Il vincolo apposto ha durata quinquennale. Decorsi i 5 anni il vincolo può essere rinnovato ma deve essere fatto oggetto di indennizzo.
· Conferenze di servizi e accordi di programma: sono gli strumenti utilizzati per interventi che riguardino più comuni o più province. L’apposizione del vincolo viene normalmente fatta poco prima dell’approvazione del progetto definitivo. Qualche volta i due elementi sono contestuali. Ne consegue l’automatica variante dei prg interessati purché se ne dia esplicitamente atto. La durata del vincolo è comunque quinquennale.

L’apposizione del vincolo espropriativo deve essere comunicata ai proprietari che hanno 30 giorni per presentare osservazioni a cui deve essere data risposta per iscritto. Quando i proprietari sono più di 50 è sufficiente la pubblicazione nell’albo pretorio.


Approvazione del progetto preliminare
È il primo passaggio per l’approvazione dell’opera da realizzare e quindi il primo passo nella procedura di esproprio. Viene depositato il progetto completo di tutti gli elaborati grafici, di una relazione illustrativa, dell’individuazione dei terreni e dei proprietari coinvolti.

Il progetto viene depositato presso i Comuni interessati dall’opera e del deposito vengono informati i proprietari coinvolti salvo che il progetto riguardi più di 50 proprietari. In questo caso del deposito è dato avviso nell’albo pretorio.

I proprietari entro 30 giorni possono presentare osservazioni a cui devono essere fornite risposte per iscritto. In tale fase i proprietari possono chiedere l’acquisto da parte dell’ente espropriante delle porzioni residue dei beni espropriati (l’ente espropriante non è però obbligato all’acquisto).

In questa fase devono essere già acquisiti i nulla osta archeologici, paesaggistici e idrogeologici necessari. Dopo il deposito del progetto preliminare il progetto viene sottoposto, ove previsto, alla valutazione di impatto ambientale.


Approvazione del progetto definitivo
L’approvazione del progetto definitivo è l’atto che di fatto dà inizio all’esecuzione effettiva dell’opera e quindi alla procedura di esproprio. Dopo tale atto diventa assolutamente difficile che l’opera non venga realizzata o che venga ad essere modificata.

In tale atto devono essere citati tutti gli elementi fondamentali del procedimento amministrativo che ha condotto all’approvazione del progetto.

Dall’approvazione del progetto definitivo deriva automaticamente l’effetto della dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.

Se il progetto è approvato da un ente diverso dal Consiglio Comunale deve essere a questo comunicato per il recepimento della variante urbanistica.

L’approvazione del progetto definitivo deve essere comunicata ai proprietari interessati dall’esproprio mediante notifica giudiziale ed unitamente deve essere offerta l’indennità provvisoria di esproprio.



Negoziazione dell’indennità provvisoria

Nell’ambito di espropri di limitate estensioni e gestiti da enti locali è normalmente possibile una fase di negoziazione dell’indennità provvisoria.

Per indennità provvisoria di esproprio deve intendersi la prima offerta che l’ente pubblico espropriante fa al proprietario del bene. Tale indennità provvisoria diviene definitiva solo se viene accettata.

Entro 30 giorni dall’approvazione del progetto definitivo l’autorità espropriante comunica al proprietario espropriato l’approvazione stessa ed indica una prima indennità provvisoria proposta.

Il proprietario nei successivi 30 giorni può avanzare osservazioni e proposte. A tali osservazioni l’ente deve offrire risposta scritta.

In tale risposta è contenuta la fissazione ultima dell’indennità provvisoria di esproprio effettuata ad opera degli uffici tecnici.

L’accettazione dell’indennità provvisoria rende definitiva l’indennità di esproprio. Tale accettazione è assolutamente irrevocabile.

L’accettazione dell’indennità provvisoria dà diritto ad alcune maggiorazioni:

. Maggiorazione del 10% dell’indennità per i terreni edificabili espropriati
. Maggiorazione del 50% dell’indennità per i terreni agricoli espropriati
. Maggiorazione del 200% dell’indennità per i terreni agricoli di cui il proprietario risulti coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale

In caso di mancata accettazione dell’indennità provvisoria si possono aprire le procedure per la determinazione dell’indennità definitiva di esproprio.



Decreto di esproprio/Cessione volontaria

Nel caso in cui il proprietario decida di accettare l’indennità provvisoria offerta il trasferimento della proprietà del bene a favore dell’ente avviene normalmente mediante un atto notarile denominato cessione volontaria.

Anche in caso di accettazione dell’indennità provvisoria l’ente pubblico può tuttavia preferire l’emanazione di un atto di diritto amministrativo denominato decreto di esproprio, con il quale viene trasferita la proprietà del bene espropriato. L’emanazione di tale decreto è viceversa il modo ordinario di trasferimento delle proprietà in caso di non accettazione dell’indennità provvisoria.

L’emanazione del decreto di esproprio deve in ogni caso essere emessa entro 5 anni dall’approvazione del progetto definitivo e dalla contestale dichiarazione di pubblica utilità. Tale termine è rinnovabile per soli 2 anni a causa di compravate cause di forza maggiore.

L’emanazione del decreto di esproprio deve essere preceduta dal pagamento dell’indennità provvisoria accettata o dal deposito dell’indennità provvisoria non accettata presso la Cassa Depositi e Prestiti.



Immissione in possesso

L’immissione in possesso è l’atto con cui l’ente assume la piena disponibilità del bene, anche prima dall’acquisto della proprietà dello stesso come avviene nel caso di occupazione di urgenza ex art. 22 bis t.u.

L’atto consiste in un verbale redatto alla presenza dei proprietari espropriati in cui viene elaborato lo stato di consistenza del bene mediante una descrizione analitica dello stesso. In caso di assenza o dissenso del proprietario il verbale viene redatto alla presenza di due testimoni.

A partire dall’immissione in possesso l’ente ha il titolo per operare sul bene e per iniziare la realizzazione dell’opera.



Determinazione dell’indennità definitiva

Nel caso in cui il proprietario non accetti l’indennità provvisoria offerta entro il termine di 30 giorni, l’ente espropriante deve dare notizia al proprietario delle modalità per la fissazione dell’indennità definitiva. È bene infatti ribadire che l’indennità provvisoria costituisce l’effettiva indennità di esproprio solo in caso di accettazione della stessa, diversamente il proprietario ha il diritto a che sia calcolata l’indennità definitiva.

Le procedure per la determinazione dell’indennità definitiva sono:

Commissione tecnico-arbitrale

Entro 20 giorni dalla comunicazione della possibilità di avvalersi di tale strumento il proprietario espropriato può nominare un tecnico di propria fiducia.

Tale tecnico viene quindi affiancato da un tecnico indicato dall’ente espropriante e da un terzo tecnico incaricato dal Presidente del Tribunale su istanza del proprietario o dell’ente. La commissione così composta redige quindi una perizia di stima del bene espropriato e valuta tutti gli ulteriori eventuali danni subiti dal proprietario a seguito dell’espropriazione.

Alle operazioni di tale collegio il proprietario ha diritto di assistere personalmente o per il tramite di un suo avvocato ed ha la possibilità di presentare osservazioni orali o scritte. Di fatto si stabilisce un contraddittorio all’interno di tali commissioni, nel quale il proprietario è ben tutelato e rappresentato. È ovviamente assolutamente consigliabile che il proprietario non partecipi direttamente ma nomini un legale specificamente preparato nella materia delle espropriazioni per pubblica utilità.

Elemento di primaria importanza è che le spese di tale collegio, ivi comprese quelle relative al tecnico nominato da proprietario, sono di fatto sempre a totale carico dell’ente espropriante, infatti:

. sono a carico dell’ente espropriante se l’indennità definitiva stimata dal collegio è di almeno il 10% maggiore dell’indennità provvisoria offerta dall’ente;
. Sono suddivise a metà tra il proprietario e l’ente se l’indennità definitiva è superiore dell’indennità provvisoria di meno del 10%
. Sono a carico del proprietario se l’indennità definitiva stimata dal collegio è inferiore all’indennità provvisoria offerta.

Commissione provinciale espropri

Qualora il proprietario non dichiari di volersi avvalere di una commissione tecnico arbitrale, per la fissazione dell’indennità definitiva viene nominata dal Presidente della Provincia una Commissione a composizione tendenzialmente politica. La Commissione è infatti composta in parte da membri direttamente nominate dal Presidente della Provincia, in parte da membri indicati dalle associazioni di categoria dei coltivatori e degli imprenditori agricoli. Tale commissione procede quindi alla stima dell’indennità definitiva di esproprio, attenendosi di norma a criteri piuttosto rigidi e restrittivi.

In entrambi i casi la stima definitiva è appellabile in Corte di Appello.



L’OCCUPAZIONE D’URGENZA
Il procedimento di esproprio ex art. 22 bis

È la procedura utilizzata negli espropri riguardanti:

. più di 50 proprietari espropriati
. opere relative ad infrastrutture strategiche od insediamenti produttivi
. situazioni di particolare urgenza e necessità adeguatamente motivate

Di fatto tale procedura restringe moltissimo il diritto di partecipazione degli espropriati e le possibilità di una negoziazione. L’immissione in possesso viene effettuata subito dopo l’approvazione del progetto definitivo, anche vari anni prima del decreto di esproprio e del pagamento dell’indennità definitiva

Apposizione del vincolo espropriativo
Il testo unico espropri considera l’apposizione del vincolo espropriativo come una fase indispensabile per la legittimità della procedura di espropriazione per pubblica utilità. L’apposizione del vincolo può essenzialmente derivare da:

· approvazioni o varianti al prg: i comuni possono prevedere che alcune aree siano destinate ad esproprio per la realizzazione di opere di pubblica utilità. Normalmente l’apposizione del vincolo avviene semplicemente con il classamento di una zona a destinazione pubblica. Il vincolo apposto ha durata quinquennale. Decorsi i 5 anni il vincolo può essere rinnovato ma deve essere fatto oggetto di indennizzo.

· Conferenze di servizi e accordi di programma: sono gli strumenti utilizzati per interventi che riguardino più comuni o più province. L’apposizione del vincolo viene normalmente fatta poco prima dell’approvazione del progetto definitivo. Qualche volta i due elementi sono contestuali. Ne consegue l’automatica variante dei prg interessati purché se ne dia esplicitamente atto. La durata del vincolo è comunque quinquennale.

L’apposizione del vincolo espropriativo deve essere comunicata ai proprietari che hanno 30 giorni per presentare osservazioni a cui deve essere data risposta per iscritto. Quando i proprietari sono più di 50 è sufficiente la pubblicazione nell’albo pretorio



Approvazione del progetto preliminare
È il primo passaggio per l’approvazione dell’opera da realizzare e quindi il primo passo nella procedura di esproprio. Viene depositato il progetto completo di tutti gli elaborati grafici, di una relazione illustrativa, dell’individuazione dei terreni e dei proprietari coinvolti.

Il progetto viene depositato presso i Comuni interessati dall’opera e del deposito vengono informati i proprietari coinvolti salvo che il progetto riguardi più di 50 proprietari. In questo caso del deposito è dato avviso nell’albo pretorio.

I proprietari entro 30 giorni possono presentare osservazioni a cui devono essere fornite risposte per iscritto. In tale fase i proprietari possono chiedere l’acquisto da parte dell’ente espropriante delle porzioni residue dei beni espropriati (l’ente espropriante non è però obbligato all’acquisto).

In questa fase devono essere già acquisiti i nulla osta archeologici, paesaggistici e idrogeologici necessari. Dopo il deposito del progetto preliminare il progetto viene sottoposto, ove previsto, alla valutazione di impatto ambientale.


Approvazione del progetto definitivo
L’approvazione del progetto definitivo è l’atto che di fatto dà inizio all’esecuzione effettiva dell’opera e quindi alla procedura di esproprio. Dopo tale atto diventa assolutamente difficile che l’opera non venga realizzata o che venga ad essere modificata.

In tale atto devono essere citati tutti gli elementi fondamentali del procedimento amministrativo che ha condotto all’approvazione del progetto.

Dall’approvazione del progetto definitivo deriva automaticamente l’effetto della dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.

Se il progetto è approvato da un ente diverso dal Consiglio Comunale deve essere a questo comunicato per il recepimento della variante urbanistica.

L’approvazione del progetto definitivo deve essere comunicata ai proprietari interessati dall’esproprio mediante notifica giudiziale ed unitamente deve essere offerta l’indennità provvisoria di esproprio.

Dichiarazione di urgenza
Nel caso in cui l’esproprio riguardi più di 50 proprietari, opere relative ad infrastrutture strategiche od insediamenti produttivi, o qualora vi siano situazioni di particolare urgenza e necessità adeguatamente motivate, l’ente espropriante unitamente all’approvazione del progetto definitivo può decretare l’occupazione di urgenza dei beni da espropriare.

Dall’emissione di tale decreto derivano conseguenze particolarmente gravi a danno dei proprietari, infatti:

. l’immissione in possesso e l’occupazione dell’area avvengono nei successivi tre mesi e ben prima dell’emissione del decreto di esproprio e del pagamento dell’indennità
. l’indennità provvisoria di esproprio viene determinata unilateralmente dall’ente espropriante senza possibilità di partecipazione del proprietario, onde il proprietario per tutelarsi è necessariamente costretto ad affidarsi ai procedimenti di determinazione dell’indennità definitiva
. poiché l’ente espropriante è già il possesso dei beni e può così da subito intervenire sul bene, il proprietario, ove non adeguatamente tutelato, dovrà subire gravissimi ritardi nella determinazione dell’indennità definitiva di esproprio.

L’occupazione di urgenza dà però diritto al proprietario ad un’indennità aggiuntiva di occupazione per il periodo intercorrente tra l’occupazione del bene ed il pagamento dell’indennità di esproprio.

Fissazione unilaterale dell’indennità provvisoria
In caso di espropriazione con occupazione d’urgenza l’indennità provvisoria viene fissata unilateralmente e sommariamente dall’ente espropriante sulla semplice risultanza dei dati catastali.

Da ciò evidentemente deriva che normalmente non sono tenuti in alcun conto i soprassuoli presenti sul bene né l’effettivo stato dello stesso. L’ente espropriante offre inoltre normalmente un’indennità di esproprio molto al di sotto del valore di mercato del bene espropriato.

L’accettazione dell’indennità provvisoria rende definitiva l’indennità. Tale accettazione è assolutamente irrevocabile.

L’accettazione dell’indennità provvisoria dà diritto ad alcune maggiorazioni:

. Maggiorazione del 10% dell’indennità di esproprio per i terreni edificabili
. Maggiorazione del 50% dell’indennità di esproprio per i terreni agricoli
. Maggiorazione del 200% dell’indennità per i terreni agricoli di cui il proprietario risulti coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale

Immissione in possesso
L’immissione in possesso è l’atto con cui l’ente assume la piena disponibilità del bene, anche prima dall’acquisto della proprietà dello stesso come avviene nel caso di occupazione di urgenza ex art. 22 bis t.u.

L’atto consiste in un verbale redatto alla presenza dei proprietari espropriati in cui viene elaborato lo stato di consistenza del bene mediante una descrizione analitica dello stesso. In caso di assenza o dissenso del proprietario il verbale viene redatto alla presenza di due testimoni.

A partire dall’immissione in possesso l’ente ha il titolo per operare sul bene e per iniziare la realizzazione dell’opera.

Determinazione dell’indennità definitiva
Nel caso in cui il proprietario non accetti l’indennità provvisoria offerta entro il termine di 30 giorni, l’ente espropriante deve dare notizia al proprietario delle modalità per la fissazione dell’indennità definitiva. È bene infatti ribadire che l’indennità provvisoria costituisce l’effettiva indennità di esproprio solo in caso di accettazione della stessa, diversamente il proprietario ha il diritto a che sia calcolata l’indennità definitiva.

Le procedure per la determinazione dell’indennità definitiva sono:



Commissione tecnico-arbitrale

Entro 20 giorni dalla comunicazione della possibilità di avvalersi di tale strumento il proprietario espropriato può nominare un tecnico di propria fiducia.

Tale tecnico viene quindi affiancato da un tecnico indicato dall’ente espropriante e da un terzo tecnico incaricato dal Presidente del Tribunale su istanza del proprietario o dell’ente. La commissione così composta redige quindi una perizia di stima del bene espropriato e valuta tutti gli ulteriori eventuali danni subiti dal proprietario a seguito dell’espropriazione.

Alle operazioni di tale collegio il proprietario ha diritto di assistere personalmente o per il tramite di un suo avvocato ed ha la possibilità di presentare osservazioni orali o scritte. Di fatto si stabilisce un contraddittorio all’interno di tali commissioni, nel quale il proprietario è ben tutelato e rappresentato. È ovviamente assolutamente consigliabile che il proprietario non partecipi direttamente ma nomini un legale specificamente preparato nella materia delle espropriazioni per pubblica utilità.

Elemento di primaria importanza è che le spese di tale collegio, ivi comprese quelle relative al tecnico nominato da proprietario, sono di fatto sempre a totale carico dell’ente espropriante, infatti:

. sono a carico dell’ente espropriante se l’indennità definitiva stimata dal collegio è di almeno il 10% maggiore dell’indennità provvisoria offerta dall’ente;
. Sono suddivise a metà tra il proprietario e l’ente se l’indennità definitiva è superiore dell’indennità provvisoria di meno del 10%
. Sono a carico del proprietario se l’indennità definitiva stimata dal collegio è inferiore all’indennità provvisoria offerta.



Commissione provinciale espropri

Qualora il proprietario non dichiari di volersi avvalere di una commissione tecnico arbitrale, per la fissazione dell’indennità definitiva viene nominata dal Presidente della Provincia una Commissione a composizione tendenzialmente politica. La Commissione è infatti composta in parte da membri direttamente nominate dal Presidente della Provincia, in parte da membri indicati dalle associazioni di categoria dei coltivatori e degli imprenditori agricoli. Tale commissione procede quindi alla stima dell’indennità definitiva di esproprio, attenendosi di norma a criteri piuttosto rigidi e restrittivi.

In entrambi i casi la stima definitiva è appellabile in Corte di Appello.

Decreto di esproprio/Cessione volontaria
Nel caso in cui il proprietario decida di accettare l’indennità provvisoria offerta il trasferimento della proprietà del bene a favore dell’ente avviene normalmente mediante un atto notarile denominato cessione volontaria.

Anche in caso di accettazione dell’indennità provvisoria l’ente pubblico può tuttavia preferire l’emanazione di un atto di diritto amministrativo denominato decreto di esproprio, con il quale viene trasferita la proprietà del bene espropriato. L’emanazione di tale decreto è viceversa il modo ordinario di trasferimento delle proprietà in caso di non accettazione dell’indennità provvisoria.

L’emanazione del decreto di esproprio deve in ogni caso essere emessa entro 5 anni dall’approvazione del progetto definitivo e dalla contestale dichiarazione di pubblica utilità. Tale termine è rinnovabile per soli 2 anni a causa di compravate cause di forza maggiore.

L’emanazione del decreto di esproprio deve essere preceduta dal pagamento dell’indennità provvisoria accettata o dal deposito dell’indennità provvisoria non accettata presso la Cassa Depositi e Prestiti.

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