Le recenti innovazioni legislative e le connesse pronunce giudiziarie tra cui da ultima la sentenza 181 del 10 giugno 2011 della Corte Costituzionale, permettono di affermare con certezza che l’indennità di esproprio di terreni agricoli debba essere pari al valore di mercato degli stessi. Si definiscono terreni agricoli quei terreni in relazione ai quali il P.r.g. non preveda possibilità di edificazione.

Pur se la sentenza Scordino/Italia della Corte Europea dei diritti dell’uomo era stata data a riguardo di terreni agricoli, la Corte Costituzione e il legislatore non sono intervenuti sul testo di legge vigente.

Peraltro ciò si comprende evidenziando come l’art. 40 del T.U. 2001 (come appositamente modificato dall’art. 1 gg D.Lgs. 302/2002) aveva già innovato il tenore dell’art. 16 l. 865/71. Mentre infatti l’art. 16 parlava di indennizzo al valore agricolo medio, l’art. 40 prevede che l’indennità definitiva debbae essere corrisposta in misura pari al “valore agricolo” del bene (I comma) e che solo l’indennità provvisoria debba essere rapportata al valore agricolo medio come identificato dalla Commissione Provinciale degli espropri (II comma):

ART. 40: “1. Nel caso di esproprio di un’area non edificabile, l’indennità definitiva è determinata in base al criterio del valore agricolo, tenendo conto delle colture effettivamente praticate sul fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, anche in relazione all’esercizio dell’azienda agricola, senza valutare la possibile o l’effettiva utilizzazione diversa da quella agricola

3. Per l’offerta da formulare ai sensi dell’articolo 20, comma 1, e per la determinazione dell’indennità provvisoria, si applica il criterio del valore agricolo medio di cui all’articolo 41, comma 4, corrispondente al tipo di coltura in atto nell’area da espropriare.”

Anche alla luce delle sentenze costituzionali già citate e della giurisprudenza europea, è evidente come il “valore agricolo” del primo comma dell’art. 40 debba identificarsi con il valore di mercato del bene oggetto di espropriazione. Una diversa lettura:

  • Sarebbe costituzionalmente illegittima alla luce delle sentenze Costituzionali già menzionate e contraria alla Giurisprudenza di Cassazione (in tal senso da ultima Cass. 11782/2007 che in relazione all’espropriazione di un fondo agricolo afferma “il termine di riferimento dell’unica indennità è quindi rappresentato dal valore di mercato del bene espropriato quale gli deriva dalle sue caratteristiche naturali, economiche e giuridiche, e soprattutto dal criterio previsto dalla legge per apprezzarle”)
  • Determinerebbe un indennizzo inferiore di varie volte rispetto al valore di mercato del bene, in aperto contrasto con le norme della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo e del Cittadini (vedi caso Scordino in cui la differenza era solo del 50%) e quindi suscettibile di revisione da parte della relativa Corte con contestuale condanna al risarcimento dei danni morali e materiali e responsabilità contabile dell’ente espropriante;
  • Sarebbe del tutto irrazionale in relazione all’art. 40 che chiaramente differenza tra valore agricolo di mercato per la stima definitiva e valore agricolo medio per l’indennità provvisoria.

E d’altra parte è la stessa relazione governativa al D.lgs che chiarisce in via definitiva che mentre l’indennità provvisoria va commisurata al VAM, l’indennità definitiva deve rispecchiare il valore reale del terreno agricolo, con i manufatti esistenti ed il connesso valore dell’azienda agricola insistente: “Articolo 40 – Nel comma 1 si aggiunge al termine indennità la qualificazione di «definitiva» per precisare, come già previsto nelle precedenti normative, che il valore agricolo, comprensivo dell’esercizio dell’azienda agricola e dei manufatti, da prendere a base ai fini dell’indennità in parola è quello effettivo e non quello medio laddove vi sia stato rifiuto dell’indennità provvisoria basata sul valore agricolo medio.

Viene perciò sostituito il precedente comma 3 con un nuovo comma che stabilisce quale criterio dell’indennità, provvisoria da offrire all’espropriando, il valore agricolo medio (V.A.M.) secondo il tipo di coltura in atto.”

La Corte costituzionale, tuttavia, con la sentenza n. 181 del 2011 ha recentemente dichiarato la illegittimità costituzionale di ogni norma che faceva riferimento ai Vam, sancendo definitivamente che il valore di esproprio dei terreni agricoli, così come già quello dei terreni edificabili, deve corrispondere al valore di mercato del bene.


GLOSSARIO ESPROPRI

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