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Istanza di acquisizione sanante e silenzio della pubblica amministrazione nell’occupazione illegittima

Evidente e sicuro è l’interesse del proprietario che sia stato espropriato di sapere se la Pubblica Amministrazione abbia la volontà di acquisire il terreno dalla stessa illegittimamente posseduto. Ben si comprende questo rammentando i differenti strumenti che la legge riconosce al proprietario: azione per la restituzione del bene in caso di mandata emanazione del procedimento ex art. 42 bis o azione in opposizione alla stima dell’indennizzo in caso contrario.

D’altra parte è ben forte il rischio in capo al proprietario di vedersi costretto ad affrontare un duplice giudizio: in mancanza di una provvedimento acquisitivo da parte della pubblica amministrazione il proprietario non potrà che ricorrere in giudizio per chiedere la restituzione del bene (salvo preferisca rinunciare alla proprietà e richiedere il risarcimento del danno). Tuttavia anche nel corso del giudizio, o addirittura anche dopo l’esito dello stesso, la pubblica amministrazione potrà decidere infine di emettere il famigerato provvedimento acquisitivo, costringendo quindi il proprietario (almeno il più delle volte) a ricorrere alla Corte di Appello per far rideterminare l’indennità stimata dalla Pubblica Amministrazione.

Un duplice giudizio, quindi, sicuramente assai affaticatorio per il privato.

D’altra parte la decisione di emettere o meno un provvedimento di acquisizione sanante è decisione che rientra nell’ambito della discrezionalità legislativa nei limiti espressamente previsti dalla legge: non si potrà pertanto imporre alla pubblica amministrazione di emettere tale provvedimento.

“Per reagire all’inerzia della Pubblica Amministrazione nel pronunciarsi su un’istanza di acquisizione c.d. sanante, il giudice non può ordinare all’Amministrazione di emanare il provvedimento ex art. 42 -bis D.P.R. n. 327/2001, ma solo di avviare e concludere il relativo procedimento, venendo in considerazione un’attività della pubblica amministrazione caratterizzata da ampi margini di discrezionali, e non certo di natura vincolata.” T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 04/07/2019, n.783

Se è vero quindi che non si può imporre alla pubblica amministrazione di emettere tale provvedimento, è però altrettanto vero, come detto, che sussiste in capo al proprietario illegittimamente occupato un interesse legittimo a conoscere il definitivo intendimento della pubblica amministrazione in tema.

Il proprietario occupato, pertanto, potrà rivolgere una istanza alla Pubblica Amministrazione, chiedendo alla medesima di esprimersi in ordine alla volontà o meno di acquisire il bene ai sensi dell’art. 42 bis dpr 327/2001 come evidenziato dal Tar di Torino nella decisione sopra esaminata. A fronte del silenzio protratto dalla pubblica amministrazione sarà quindi esperibile il ricorso avverso il silenzio di cui all’art 117 del Codice Amministrativo.

Anche nel corso di un giudizio avviato per chiedere la restituzione del bene, al fine di accelerare l’eventuale decisione della Pubblica Amministrazione, il privato potrà chiedere al giudice Amministrativo di imporre alla Pubblica Amministrazione un termine entro cui decidere irrevocabilmente se la stessa voglia o meno emettere il provvedimento di cui all’art. 42 bis dpr 327/2001, come indicato dal T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 04/03/2019, n.1176: “È ben possibile che il G.A., adito in sede di cognizione ordinaria ovvero nell’ambito del c.d. rito del silenzio, a chiusura del sistema, imponga all’Amministrazione di decidere, ad esito libero, ma una volta e per sempre, nell’ovvio rispetto di tutte le garanzie sostanziali e procedurali, se intraprendere la via dell’acquisizione ex art. 42 bis, d.P.R. n. 327/2001, ovvero abbandonarla in favore delle altre soluzioni previste. Ciò in quanto il menzionato art. 42 bis, introducendo nell’ordinamento una facoltà di valutazione della fattispecie da parte dell’Amministrazione per l’eventuale acquisizione in via di sanatoria della proprietà di aree precedentemente occupate contra ius, fonda in capo ai proprietari una posizione di interesse legittimo ulteriore e distinta rispetto a quella di diritto soggettivo consistente nel diritto di proprietà.

 

Se quindi non sussiste un diritto del proprietario a vedere acquisito ex art. 42 bis il terreno illegittimamente occupato dalla pubblica amministrazione, tuttavia esiste un interesse legittimo dello stesso a che la Pubblica Amministrazione decida, in modo irrevocabile, se emettere o meno tale provvedimento. La tutela di tale interesse viene ampiamente garantita dall’ordinamento, al fine di accelerare la definizione della situazione illegittima in corso.

 

 

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