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Le stime della aree a servizi

La Corte di Cassazione, tornando sul tema dell’esproprio delle aree a servizi (parcheggi, depositi…), ribadisce la necessità di valutare tali destinazioni intermedie tra l’agricolo e l’edificabile, evidenziando come tali destinazioni consentano dal punto di vista tecnico una edilizia privata. Alla luce di ciò non risulta possibile una valutazione meramente agricola di tali aree, ma la valutazione deve tenere in considerazione il valore del bene in ragione delle possibilità di utilizzazione consentite sullo stesso dalla normativa vigente e quindi dalla pianificazione urbanistica in vigore

 

Cassazione civile sez. I, 31/12/2019, n.34742

L’indennità di espropriazione va determinata in relazione al valore venale distinguendo tra suoli edificabili e non edificabili in ragione del criterio dell’edificabilità legale, escluse le possibilità legali di edificazione qualora lo strumento urbanistico dell’epoca in cui deve compiersi la ricognizione legale abbia concretamente vincolato la zona a un utilizzo meramente pubblicistico (verde pubblico, viabilità etc.), sicché, rientrando nella nozione tecnica di edificazione l’edilizia privata esprimibile dal proprietario dell’area secondo il regime autorizzatorio previsto dalla vigente legislazione, ai fini indennitari deve tenersi conto delle passibilità di utilizzazione intermedia tra l’agricola e l’edificatoria (parcheggi, depositi etc.), sempre che siano assentite dalla normativa vigente, sia pure con il conseguimento delle opportune autorizzazioni amministrative.

Fonte:

Guida al diritto 2020, 6, 107 NOTA (s.m.) (nota di: PISELLI)
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